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Monumenti
Roma: Arco di Settimio Severo PDF Stampa E-mail
Scritto da Santino Gattuso   
venerdý 13 aprile 2012
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Ultimo aggiornamento ( venerdý 13 aprile 2012 )
 
Roma: Arco di Costantino PDF Stampa E-mail
Scritto da Santino Gattuso   
venerdý 13 aprile 2012
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Ultimo aggiornamento ( venerdý 13 aprile 2012 )
 
Roma: Arco di Tito PDF Stampa E-mail
Scritto da Santino Gattuso   
venerdý 13 aprile 2012
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Ultimo aggiornamento ( venerdý 13 aprile 2012 )
 
Gli ARCHI di Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Fiorella Cappelli   
lunedý 02 aprile 2012

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Gli ARCHI di Roma  scritto da Fiorella Cappelli

Tre gli archi  trionfali tuttora in piedi a Roma :Arco di Tito, Arco di Settimio Severo,e Arco di Costantino. Tra gli “altri archi”, l’Arco di Giano al Velabro ma secondo quando riportato nei Cataloghi Regionari gli archi erano 36.

L'arco di Tito è il più massiccio ed imponente tra gli archi trionfali, è ad una sola arcata (o fornice) situato all’interno dei Fori Imperiali, nella parte occidentale, non lontano dal Colosseo. L' arco fu eretto nell’81 d.C. per commemorare la conquista di Gerusalemme, avvenuta undici anni prima. Fino al XIX secolo, in occasione dell’insediamento dei Papi, un rappresentate della comunità ebraica di Roma, attendeva il pontefice presso l’arco per pronunciare un giuramento di fedeltà.

Tutte le superfici dell’Arco sono incise, alcune in altissimo rilievo e riportano le gesta dell’impresa compiuta da Tito, con simboli e riti della tradizione giudaica e molte altre interessantissime testimonianze che evidenziano lo stile e il carattere decorativo dell’epoca.

Ma tra queste incisioni e decorazioni, sotto l’Arco di Tito albergava anche -  Un “graffito”, inciso pazientemente, profondamente, chi sa quanti anni fa, proprio di fronte ai rilievi con il trionfo dell’imperatore ed il depredato candelabro a sette bracci. Una grande scritta “W Santino cianbelaro”. Una scritta della quale gli archeologi, chissà perché si sono sempre ostinati a non tenere alcun conto. Mentre proprio per quella sua “firma”, Santino è destinato ad assurgere, e con pieno diritto, nel cielo dei protovenditori ambulanti in zona archeologica. Egli aveva veramente venduto ciambelle quando il Foro Romano si trovava ancora ridotto a poco più di una spianata, con un viale d’olmi che andava fin sotto il Campidoglio. E il “buco dell’Arco di Tito costituiva un assoluto passaggio obbligato per recarsi dal Celio al centro della Città. – Così scriveva Livio Jannattoni nel Giugno del 1989 sul n. 13 del mensile Roma ieri, oggi, domani nell’articolo dal titolo “Santino all’Arco di Tito”. Livio Jannattoni, giornalista e scrittore esperto di tradizione romane è scomparso nel 1992.

Effettivamente, a Santino cianbelaro, diversi poeti hanno dedicato i loro versi, immortalando ancor più l’umile cianbelaro; ci piace ricordare il vernacolo romanesco di Antonio Delle Piane, poeta contemporaneo che a quella scritta dedicò un sonetto che dentROroMa è onorata di ospitare:

‘No Scritto (Sotto l’Arco de Tito) di Antonio Delle Piane

Quanno er Foro Romano era seporto

lì ce vedevi tutta ‘na spianata:

Campovaccino, e in lungo ‘n’arberata

che dava vita a quello ch’era morto.

Sotto l’Arco de Tito, un omo accorto,

“Santino”, ma nun dice la casata,

de sotto ar candelabro cià lassàta

‘na scritta come fusse un passaporto:

“Santino er ciambellaro”.

Articolo  di Fiorella Cappelli -Aprile 2012

Fonti Consultate: Wikipedia; Mensile Roma ieri, oggi, domani.-

 

 

Ultimo aggiornamento ( lunedý 02 aprile 2012 )
 
Vittoriano - a cura di Graziana Morcaldi PDF Stampa E-mail
Scritto da Santino Gattuso   
martedý 03 gennaio 2012
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Il Vittoriano noto anche come l’Altare della patria, è un monumento eretto in onore del re Vittorio Emanuele II, morto nel 1878, per celebrare il Padre della Patria e l’intera stagione risorgimentale. Viene chiamato anche Altare della patria da quando accoglie il Milite Ignoto.

È situato nell’area del Campidoglio.  

Per la costruzione dell’Altare della patria fu necessario abbattere interi quartieri medioevali, in questo modo cambiò radicalmente l’assetto urbanistico della zona.

Il progetto fu affidato all’architetto Giuseppe Sacconi.

Il Vittoriano venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911, in occasione dell’Esposizione Internazionale per i 50 anni dell’Unità d’Italia.

Per anni il Vittoriano fu al centro di numerose critiche d’arte e, giornalisti e scrittori, lo soprannominarono “torta nuziale” o “macchina da scrivere”.

A distanza di anni le polemiche si placarono e  il Vittoriano vive un momento di ritrovato gradimento presso gli italiani.

Ultimo aggiornamento ( venerdý 06 aprile 2012 )