Piazza
Navona è la più bella piazza della città di Roma, oltre che una delle più
antiche e ricche di storia.
Alle
origini il nome della piazza era “in Agone” (dal greco “agones” che significa
“giochi”), in quanto lo stadio era utilizzato esclusivamente per le gare
atletiche.
La
sua storia parte dall’86 d.C., quando l’imperatore Domiziano fece costruire in
questo spazio uno stadio per gare atletiche, lo Stadio di Domiziano, lungo 270 metri e largo 55, capace di accogliere più di
30.000 persone. E’ proprio da questa costruzione che la piazza eredita la sua
particolare forma allungata.
L’imperatore
Costante II nel V secolo fece spogliare lo stadio dal suo rivestimento in
marmo, e non ne rimase che un mucchio di rovine fino a quando, nel
Rinascimento, si decise di recuperare la piazza, costruendo quella che è oggi
la più bella piazza della capitale.
Intervenne
in modo decisivo per la ricostruzione della piazza papa Innocenzo X, che cercò
di riportare Piazza Navona all’antico perimetro del circo.
Piazza
Navona è segnata dalla presenza di tre importanti fontane: Fontana del Nettuno
o dei Calderoni; Fontana del Moro; Fontana dei Fiumi.
Piazza
Navona è arricchita inoltre di numerose chiese, molto importanti: la Chiesa di
Sant’Agnese in Agone; Sant’Andrea della Valle; Sant’Ivo alla Sapienza; San
Luigi dei Francesi.
Nella
piazza furono organizzati, fino al XIX secolo vari generi di spettacoli e
celebrazioni.
Durante
il mese di agosto, la piazza veniva allagata chiudendo gli scarichi delle
fontane per lenire il caldo, e da qui è nata la leggenda metropolitana che
venivano organizzati, durante quel mese dell’anno, spettacoli di naumachie, rappresentanti
battaglie navali.
Tra
il 1810 e il 1839 in Piazza Navona si tennero, anche, le “corse al fantino”.
Ad
oggi Piazza Navona, soprattutto durante le feste natalizie, si popola di
bancarelle di dolci e giocattoli, ed ospita, a partire dal secondo dopoguerra
in poi, pittori e artisti che eseguono ritratti e caricature estemporanee,
oltre che le caratteristiche performance degli artisti “di strada”.
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