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Basilica di Santa Francesca Romana |
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Scritto da Fiorella Cappelli
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mercoledì 22 febbraio 2012 |
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Basilica di Santa Francesca
Romana nota anche con il nome di “Santa Maria Nova al Foro Romano”
Ubicazione: RIONE X Campitelli –
Situata tra il Foro Romano ed il Tempio di Venere,
circondata dal colle Oppio, dal colle Celio e dal colle Palatino.
La Chiesa, la Leggenda:
Le
origini di questa chiesa risalgono ad un oratorio del VIII sec. Dedicato ai
santi Pietro e Paolo, eretto a ricordo di un miracolo narrato negli apocrifi Atti di San Pietro.
Secondo
la leggenda, Simon Mago si incontrò con san Pietro e san Paolo a Roma durante
il regno di Nerone e li sfidò a competere con lui in una prova di levitazione
nel Foro.
Con le
sue arti magiche, Simon Mago riuscì, infatti, a volare in alto nel cielo, ma
precipitò al suolo e morì in seguito alle invocazioni dei due apostoli che
pregavano affinché fossero rivelati i suoi inganni. In questo oratorio erano
conservate - e lo sono ancora – due pietre con le impronte delle ginocchia di
san Pietro .Metà del X sec. L’oratorio venne incorporato nella chiesa nota come
Santa Maria Nova, perché costruita in sostituzione di Santa Maria Antiqua, che
a quel tempo era in pieno decadimento, tra le rovine del Colle Palatino,
dall’altra parte del Foro. Fu proprio qui che nel 1433 santa Francesca Romana
fondò la congregazione delle Oblate e qui ella stessa venne sepolta. La chiesa
fu quasi completamente trasformata in stile tardo-rinascimentale e barocco tra
il 600 ed il 1615, all’esterno, la traccia più visibile della chiesa medievale
è il bel campanile romanico del XII sec. La facciata, in travertino bianco, in
stile barocco, è ad opera di Carlo Lombardi detto “da Arezzo”. All’interno, il gruppo
scultoreo della “Confessione” (1644) è
attribuito a Giovanni Lorenzo Bernini ;
La
statua di S.Francesca Romana, posta sotto l’edicola, è ad opera di Giosuè Meli
(Scultore).Sotto l’altare Maggiore sono conservati i resti della Santa.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 22 febbraio 2012 )
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Scritto da Fiorella Cappelli
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mercoledì 01 febbraio 2012 |
2 Febbraio, festa de la
Candelora.
Proverbi dialettali:
“Quando
vien la candelora dall’inverno semo fora, ma se piove o tira vento,
nell’inverno semo dentro”.
E…viste le condizioni climatiche attuali, possiamo
dire che ci siamo dentro con tutte le scarpe, o meglio con gli…scarponi.
Ma vediamo le origini di questa festa: fu istituita
tra il 492 ed il 496 da Papa Gelasio, dopo che ebbe ottenuto dal Senato
l’abolizione dei lupercali.
Il rito era quello in cui i sacerdoti, detti
luperci, (cioè allontanatori di lupi), sacrificavano una capra nella grotta del
Lupercale, ai piedi del Colle Palatino, verso il Velabro, dove la lupa avrebbe
allattato Romolo e Remo. Con il sangue dell’animale ucciso essi toccavano la
fronte di due ragazzi, che detergevano subito dopo con un panno di lana
imbevuto di latte. Quindi tagliavano la pelle della capra per farne delle
piccole strisce con le quali, correndo attorno al Palatino colpivano la gente
che veniva così februata ossia purificata,
e soprattutto le donne, che pensavano in questo modo di garantirsi la
fertilità.
Quando la Chiesa intervenne, la festa dei lupercali
era così radicata che piuttosto che sopprimerla il Papa preferì
“cristianizzarla” tenendone vivo il significato e portandola alla purificazione
della Vergine Maria.La festa cristiana, fissata per il giorno 2 febbraio, fu
anche detta festa delle candele (a Roma Candelora) perché si benedivano i ceri
che i fedeli portavano in processione come simbolo del battesimo purificatore
della macchia del peccato originale. I ceri venivano poi conservati in casa ed
accesi, per invocare la benedizione divina nei momenti difficili e specialmente
nei temporali.
Fiorella
Cappelli
Preso
da: Tascabili economici Newton
“Feste
e ricorrenze tradizionali Romane”
Comune
di Roma – edizione Aprile 1998
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 febbraio 2012 )
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